MegaTokyo - rilassati, t1 capiamo - confessione post mortem

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“confessione post mortem”
tavola #295: confessione post mortem

storyboard

clicca per espandere ==== vignetta #3
Piro: <Scusa…>
Piro: <G… Grazie…>
Piro: <Scusa…>
==== vignetta #7
Piro: <Perché shuccede a me?>
Piro: <Incontro una ragazza che mi piace e va tutto all'aria, e non so neanche coshofattdimale…>
Piro: <Sempre così. Non è giusto …>

console

<lapo>

“Studio matto e disperatissimo”

Giovedì 2004-07-08

Studio matto e disperatissimo? Mah, veramente non mi risulta.
In realtà in questo periodo sto sopratutto lavorando per Rockol (un po' di soldi prima delle vacanze non guastano mai) e continuando il mio stage di tesi in Eutron.
Lo studio per gli ultimi due esami, purtroppo, ne risente.

Ma in fondo che vi interessa di tutto ciò? Veniamo al sodo ;-)

coding matto e disperatissimo
Il "sodo" è che sto sviluppando (anzi, direi "ho quasi finito di sviluppare") un sistema per permettere ai traduttori di MegaTokyo di lavorare in locale e non direttamente sul server, sveltendo di molto il lavoro di inserimento in DB delle traduzioni. Questo dovrebbe aiutarci a essere sempre più "in orario".

Ah, oddio, a questo proposito: quasi scordavo il presentarvi il nuovo membro dello staff: zviad!
Il resto della presentazione suppongo la farà da solo in un prossimo venturo rant ;-)

Aggiungo anche: come sto impegando, in questi giorni, il tempo che tolgo al sonno dato che di giorno di tempo libero proprio non ne ho?
Ad esempio ho comprato e finito Prince of Persia: the Sands of Time. Lo considero certamente uno dei migliori "sequel 3D" mai visti e in assoluto uno splendido gioco. Unica pecca, forse, è che è abbastanza corto (l'ho finito, alla prima, in 10 ore e 46) e con una ri-giocabilità piuttosto bassa.

Beh, torno al mio studio matto e disperatissimo...

<Kn03>

“Un po' come Fight Club”

Mercoledì 2004-06-30

Non voglio dire, come potrebbe presumere il titolo, che per migliorarci dobbiamo distruggerci, ma che la vita è una battaglia, una guerra se vogliamo, alle volte, in primis con noi stessi...

La prima guerra che uno affronta è una sfida con sé stesso, e l'ultima lo sarà pure per rimanere in vita, tutte quelle che ci sono in mezzo possono essere sempre sia la prima che l'ultima, in ogni caso l'importante è combattere...

Con una piccola metafora bellica mi riferisco alle esperienze di ognuno di noi, esperienze che se sono positive non ci ricordiamo quasi mai, ma ricordiamo quelle negative... perché ci segnano, e sono quelle che ci fanno andare avanti...

Perché tutto questo criptico discorso sulle esperienze? Perché parlo di cose che importano a tutti e con cui tutti si scontrano.

^__^

Tornando a Megatokyo... ho letterato un po' stasera, ho esami in questo periodo quindi mi perdonerete se anche per colpa mia stiamo ritardando un po'...

AbbiatePazienza, grazie di cu...ore!