MegaTokyo - rilassati, t1 capiamo - Fidati di me

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“Fidati di me”
tavola #207: Fidati di me

storyboard

clicca per espandere ==== vignetta #1
Piro: OK, devo andare al lavoro.
Piro: Non fare casini con il mio por- tatile o la PS2, OK?
==== vignetta #2
Largo: Fidati di me.
==== vignetta #4
Piro: Solo… Non rompere e non far esplodere nulla.
==== vignetta #5
Piro: (sigh…)
==== vignetta #7
Erika Hayasaka: <OK, per oggi basta caffè. Sei stato nervoso tutta la mattina.>
Piro: <Il capo… ha un'ottima assicurazione su questo posto? Così, per sapere…>

console

<lapo>

“Diario emotivo di un pellegrinaggio”

Lunedì 2004-02-23

Partendo per Milano, ore 8.30 circa, i nostri eroi sono sull'eurostar 9426, che “ought to” partire alle 8.14, come l'annuncio sull'altoparlante giustamente ci ricorda; unica fermata “Bologna centrale”, il capotreno è in carrozza 3, fumatori nella 11 (la nostra -_-); trenitalia ringrazia.
Ma andiamo con ordine…
Partimmo ieri, un giorno più lontano di quanto non sembri. Anche perché in effetti si tratta di ieri l'altro, ora che ci faccio mente locale.
Un flash dal passato mi colpisce con la violenza di un cazzotto: sto correndo, poche centinaia di metri, ma tra il carico, gli scarponi pesanti,k il maglione verde e adatto ai più rigidi climi, , il foulard e la sciarpa intrecciati attorno al collo, sembra che il cuore voglia esplodere; ma poi mi obbligo a ricordare che quello è solo il primo gradino della stanchezza, e che ce la posso fare.
Un altro flash schiva per un pelo il mio plesso solare: sono a casa, mi sto cambiando, sto dando da mangiare a Puig e Urd, mollando giù uno zaino e prendendone un altro… tutto questo contando da 300 in giù, per evitare l'irreparabile.
Terzo flash, portatore di una catarsi insperata: il treno parte. Fortunatamente io sono comodamente seduto e posso godermi tutta la scena, intanto che auto-convinco il mio respiro a rilassarsi e ad evitare di cercare di portare con sé parti di polmone.
Oggi, ora, mi chiedo, mentre guardo questo foglio bianco contrastarsi cno le verdi colline toscane, se ne è valsa la pena. Sì, sicuramente sì, la fatica (se pur tanta) è stata ripagata a sufficienza, e oltre; a sufficienza per me, quantomeno!
Lui dorme, beato. O forse no. Chi sa che tormentati pensieri nasconde la sonnolenza delle membra. La testa barcolla, uno sguardo complice mi esprime un po' di scocciatura mista a rassegnazione, prima che le pesanti palpebre abbiano nuovamente la meglio, aiutate dal cullare del treno.
Anche i miei pensieri, nel buio di una galleria, fuggono altrove: là dove un cellulare scarico nno è capace di portarmi; magari tra un po' gli chiederò il suo.
Meta-pensando ai miei pensieri li trovo confusi e disordinati, devo ancora riordinarli, ma preferisco scrivere questo rant proprio ora, ni questo preciso momento, un rant sicuramente di più difficile lettura ma certo più grezzo, genuino, puro.
Lunghi viaggi, lunghe camminate sotto la pioggia, per vedere amici. Amici lontani, amici vicini, amici vicini se pur lontani ed, infine, amici in buona parte insondabili, se pur vicino a te.
Nuovi ricordi condivisi, forse nuovi modi di dire, che nessuno capirà mai appieno, per l'irreparabile motivo di non essere stato presente.
Spunta il sole, quel sole che mai è riuscito a penetrare la coltre di nubi durante questo viaggio, un sole velato ma persistente, un sole che infonde speranza.
Si è già nascosto, di nuovo, ma il cielo è luminoso e io non lo scorderò così presto.
Le mie palpebre di fanno epsanti, non trovo motivi per non assecondarle…
A presto.

<clem131>

“Chi non legge i rant...”

Venerdì 2004-02-20

...è culo culo chi non lo dice culo.
La curiosità che ha assalito lazyboya in questi giorni ha assalito anche me nei tempi passati, e sono giunto alla conclusione che del fatto che la gente legga o non legga i miei rant in ogni caso me ne sbatte assai poco. Normalmente ne scrivo per divertirmi più che per parlare di cose serie e dire la mia su importanti questioni di attualità (l'ultimo rant è, se vogliamo, una rara eccezione), e anche in questo caso, la presenza di un lettore è gradita ma non necessaria.
Al momento, ad esempio, mi preme di dire a tutti che l'esame è andato bene e ho preso 30.
Dopo l'esame, mercoledì sera (ieri, al momento in cui scrivo), sono andato a somministrarmi la meritata dose di alcool assieme a Lapo, Golosino e altra gente mista al Covo degli Sbronzi.
Ho preso la bici alle 16, con il sole che timidamente faceva capolino, allegro e spensierato ed ignaro delle previsioni. Mi sono quindi recato a suon di pedali fino in piazza Duomo (da Lambrate, dove abito), da cui poi ho mosso con un collega scout fino a via Torino, presso la Fnac (ho imparato come si chiama solo leggendolo sul sacchetto, prima non riuscivo a ricordarmi il nome esatto... "raga, andiamo alla FRUZ oggi pomeriggio?").
Qui ho acchiappato un fantastico lettore mp3 con 128 Mb di memoria e altre minchiatine annesse.
Poi sono andato a una preriunione scout.
Poi a riunione scout.
Poi a postriunione scout con i genitori dei ragazzi (che son venuti in 11 su 24 -_-).
INFINE, ore 21, inforco la bici e parto alla volta del covo degli sbronzi (tragitto: da piazza Cinque Giornate a San Vittore circa).
Pant pant.
L'umidità si condensa.
Arrivo al covo che si stanno formando le prime goccioline sul mio gilet di piumino.
All'una, riinforco la bici sotto una pioggia torrenziale, con in corpo due medie e un cuba, e mi dirigo alla volta di casa mia dove sono giunto sano e salvo 40 minuti dopo.
Devo dire che l'alcool misto alla fatica, misto al gelo, misto alla pioggia che mi entrava ovunque, insomma, l'insieme di tutte queste robe mi ha posto in uno stato mentale più autocosciente (che bella parola, eh? sentite come suona... AUTOCOSCIENTE!), e quindi mi sentivo parecchio artista e parecchio rantatore. Tuttavia quando sono arrivato a casa mi son cambiato, asciugopigiamato, camomillato e schiantato sul letto senza mettere giù nessuna delle filosofiche pioggiche biciclettiche idee che avevano fatto capolino nella mia mente ottenebrata.
Stamane ovviamente non me ne viene in mente neanche una -_-!
Tuttavia, è un'esperienza che consiglio a tutti, quella di camminare/pedalare sotto la pioggia sferzante per ore ed ore.
Provateci, e fatemi sapere come vi pare.
Questo weekend si va in Toscana, HA! Si dorme dalla lapozia e si farà qualcosa con gli amici della zona, con modalità ancora da definire. Ci si risente lunedì, intanto torno a litigare con il computer dell'Hospedale che fa il cazzo che gli pare, CATTIVO COMPUTER!! BRUTTO COMPUTER!!