MegaTokyo - rilassati, t1 capiamo - Le stesse identiche cose

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“Le stesse identiche cose”
tavola #1180: Le stesse identiche cose

storyboard

clicca per espandere ==== vignetta #1
Junko (classe di GTL): <Allora, l'ha fatta la scena "si sente mancare e sviene"?>
Ping: <Non l'ho vista svenire la prima volta, ma sei giorni prima che sparisse è quasi capitato.>
==== vignetta #2
Ping: <Era a posto dopo che l'ho portata in un ristorante per prendere un bicchiere d'acqua.>
Ping: <Poi abbiamo preso un po' di torta e->
==== vignetta #3
Junko (classe di GTL): "Cos'ha che non va quella ragazza?
==== vignetta #4
Junko (classe di GTL): <Perché fare con te la stessa identica roba che ha fatto con me?>
Junko (classe di GTL): <Non sei nemmeno vera! Che senso ha?>
==== vignetta #5
Junko (classe di GTL): <Che significano i giochetti malati che fa con chiunque faccia anche solo finta di preoccuparsi per lei?"
Ping: <Mi dispiace.>
==== vignetta #6
Junko (classe di GTL): <Che hai da piangere?>
Ping: <So che non vuole che nessuno si preoccupi per lei.>
==== vignetta #7
Ping: <Devo trovarla e sapere se sta bene…>
Ping: <Per me.>
==== vignetta #8
Junko (classe di GTL): <Chissà come si arrabbierebbe, se la trovassi veramente.>
Ping: <Eh?>
==== vignetta #9
Junko (classe di GTL): <Credo che Largo-sensei non ti abbia introdotto alle meraviglie delle "reti sociali".>
Junko (classe di GTL): <Hai qualche buona foto di lei?>

box delle news

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(13 Dicembre 2018) L'ultima tavola.
(13 Dicembre 2018) L'ultima tavola.

console

<legione>

Appuntamento con Ping-chan! Evento cruciale...

“H di hotel”

Lunedì 2009-11-02

Lo scambio di mail è andato più o meno così:

Mornon> "h model" cos'è?

Legione> *fornisce spiegazione*

Mornon> Questo finisce diretto come rant della tavola.

Legione> Wow, grazie. Ok, faccio io.

Siccome Mornon non lo sapeva, mi sono figurato che anche altri dei nostri lettori potessero non saperlo. Certo, a me sembra strano, ma dopotutto che uno abbia sentito o no questo modo di dire dipende anche da che parti della rete frequenta (ho forse appena ammesso di frequentare siti porno? Chi, io? Non potrei mai! XD ) Inoltre, a pensarci bene, questo stesso sito esiste con il presupposto che i nostri lettori non sappiano qualcosa (tipo, che so, la lingua inglese…), quindi mi sembra giusto dare una spiegazioncina!

Probabilmente lo conoscete se bazzicate per siti di giappo/anime e simili: "H" è un modo di dire che usano i giapponesi per designare oggetti o tematiche porno e dintorni. Questo perchè la pronuncia inglese della lettera H /eιt∫/ (pron. eicc) la traslitterano foneticamente nella parola "ecchi", che in giapponese significa anche, più o meno, collegato alla sfera sessuale soft, come qualcosa di erotico se riferito ad un gioco o fumetto, oppure uno 'sporcaccione' nel caso sia riferito ad una persona. La connotazione porno-hard la dà invece "hentai", anche se a causa della (grande) diffusione dei termini la distinzione non sempre è nota.
Ping invece, come è già stato detto altre volte, è un modello "non-H", cioè specificatamente non progettato per scopi erotico-pornografici, ma solo come partner per simulatori di appuntamenti. È una cosa che Tsubasa si proccupa di specificare fin dall'inizio, forse per non passare da maniaco possessore di simil-RealDoll…
Volendo dare un riferimento "occidentale", anche Cicciobello e la Barbie possono essere considerate bambole non-H (anche se le EDS sono giocattoli per bambini cresciuti…)

E anche per stavolta l'angolo "impariamo con MegaTokyo" finisce qui.
Saluti!

Legione

<mornon>

“Citazioni”

Venerdì 2009-07-17

Questa tavola merita un commento, per esplicitare le citazioni: l'originale opto-cam si rifà a Ghost in the Shell, dove appare la "mimetizzazione termo-ottica" tramite cui possono confondersi con l'ambiente, rendendosi praticamente invisibili all'occhio nudo.
"S.E.P." invece sta per Someone Else's Problem, letteralmente "problema di qualcun altro", un effetto che porta le persone a ignorare cose che per loro sono irrilevanti, nonostante siano invece importanti per il gruppo; il termine è stato coniato da Douglas Adams in La Vita, l'Universo e Tutto Quanto, il terzo libro della saga della Guida Galattica per Autostoppisti (dov'è tradotto "Problema Altrui"). Adams lo descrive cosí (traduzione mia): "Un SEP è qualcosa che non possiamo vedere, o non vediamo, o che il nostro cervello non ci permette di vedere, perché pensiamo che sia un problema di qualcun altro... Il cervello semplicemente lo ignora, come se fosse un punto morto. Se lo si guarda direttamente non lo si vedrà a meno che non si sappia esattamente cos'è. La sola speranza è di prenderlo di sorpresa con la coda dell'occhio".
Tale effetto "può funzionare per secoli con una singola batteria", "perché si basa sulla predisposizione naturale delle persone a non vedere nulla che non vogliano, che non si aspettino, o che non sappiano spiegare".
L'angolo "Impara con MegaTokyo" si chiude qui; alla prossima puntata.